lunedì 16 aprile 2012

Colori, tessuti, polvere e immaginazione...

La pioggia di questi giorni mi ha resa un poco malinconica, e di una malinconica bellezza era pure la natura che ho ammirato, resa più verde e viva. Mi sono persa in un passato fatto di fantasia, odori, colori, sensazioni lontane da quelle di tutti i giorni, eppure bellissime e autentiche.
Sabato pomeriggio ho immerso il naso tra le stoffe e gli oggetti degli scorsi decenni, all'Arsenale Mercato Vintage di Verona, interessante iniziativa che viene organizzata ogni anno.


E' stato particolare camminare tra quelle bancarelle dal sapore "vecchio", ho respirato gli anni quaranta, cinquanta, sessanta... e così via, in un turbinio di abiti dalle fantasie particolari, sgargianti, addirittura eccentriche. Cappelli colorati, dalle falde larghe, oppure piccoli copricapo adorni di pizzi e fiori! Scarpe, foulard, borse, tutto riporava indietro! Quasi mi pareva di essere nel film "Vacanze Romane", con quell'icona di Audrey Hepburn, graziosa e carismatica, non ho potuto fare a meno di uscire da quel posto senza una stampa della locandina di "Breakfast at Tiffany's", che ora ha il suo degno posto sopra la mia scivania.
Particolare interesse hanno avuto per me i giornali di moda degli anni trenta e quaranta, con le copie ingiallite di Grazia e Vogue.. le modelle disegnate, con gli abiti dalle gonne ampie, cappellini, guanti, e tutti i consigli sulla moda dell'epoca.


Non mancavano libri, poster e stampe di tutti i personaggi che hanno creato la cultura di quegli anni, musicale, di moda, cinematografica...  Vespe colorate, oggetti per la casa dal design bizzarro, gioielli... insomma, un bazar del passato, completo di tutto, e mi sono divertita a immaginare come potesse essere la vita di una ragazza della mia età, in un mondo in cui la mentalità era ancora diversa da quella odierna, seppure in avvicinamento.
Esperienza con un voto molto positivo, che spero di ripetere in futuro...

Ma passo ora alla giornata di ieri, passata all'insegna della più sfrenata fantasia, dell'assurdo e grottesco anche.... ossia la mostra "Alice in Wonderland" al Mart di Rovereto.
Una mostra che esplora nell'arte, l'influenza che questa storia di Lewis Carroll ha avuto sugli artisti, in particolare fotografi e surrealisti.
Partendo dalla seconda metà dell'Ottocento, viaggiando tra le numerose edizioni del libro, originali e colorate, i giochi per bambini ispirati ad esso, come lanterne magiche, carte e bambole... passando poi alle ispirazioni che l'autore ha utilizzato per scrivere la storia di Alice... alle fotografie che lui faceva...
Mi sono persa in un mondo bizzarro, in cui il Tempo non è il padrone, ma viene manipolato a piacimento dai personaggi. Un mondo in cui capire chi si è veramente, attraverso il non-senso, l'assurdo; anche lo Spazio viene manipolato, perde la sua logicità e viene stravolto, capovolto, ingrandito o rimpicciolito come Alice quando mangia i biscotti che la fanno crescere.






Queste mostre sono state una boccata d'aria, un appiglio per difendermi da tutto ciò che non mi piace del mondo, da tutto ciò che mi soffoca. Se mi sento fuori luogo in un mondo che ti vuole in un certo modo, mi posso sempre rifugiare nella fantasia, lontana dalle critiche, dai giudizi, dai malumori altrui, dall'aridità dei sentimenti e dalla mancanza dei valori. E' per questo che amo profondamente l'arte, i libri, la musica... ci trovo tutto ciò che manca al quotidiano, ci pesco quel che serve alla mia vitalità, al mio amore per la vita, che non deve per forza essere come gli altri si aspettano, lineare e grigia... la voglio colorata, con tutti i sentimenti e le emozioni, anche quelli negativi certo, perchè anche quelli mi fanno sentire terribilmente viva, terribilmente innamorata della vita.


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