giovedì 17 maggio 2012

Midnight in Paris...

L'ultimo film che ho visto è impregnato di tutto ciò che amo, ossia l'arte e la letteratura. "Midnight in Paris" è un meraviglioso viaggio attraverso le epoche, attraverso l'amore per la cultura, ed esprime anche quell'estraneità al mondo contemporaneo che ha caratterizzato artisti di ogni epoca.
"Midnight in Paris" è il riuscitissimo film di Woody Allen, uscito nel maggio 2011.


E' la frizzante storia di Gil, uno sceneggiatore hollywoodiano che fugge dal caos della sua vita quotidiana alla ricerca di ispirazione per scrivere il suo libro. Compie quindi un viaggio in un'affascinante Parigi, assieme alla fidanzata Ines e ai genitori di lei. La differenza tra i due è lampante fin dall'inizio; lei, frivola, leggera e amante dei bei gioielli stona un pò con uno spirito solitario e riflessivo come Gil, e gli rinfaccia spesso il suo amore per la letteratura, considerando il suo libro un fallimento.

Ma Gil ha proprio bisogno di trovare l'ispirazione e rimane affascinato dalla bellezza di Parigi. Il suo desiderio è quello di vivere per sempre nella città dell'arte, degli intellettuali, che ha fatto da sfondo all'epoca d'oro degli Anni Venti, ai quali Gil guarda quasi con invidia. Sono gli anni del Charleston, del Surrealismo, dei circoli di intellettuali, delle feste e di un circo di personaggi che hanno sempre ispirato la sua scrittura.
Ed ecco, che una sera, all'ultimo rintocco della mezzanotte, si ritrova in una vietta scura di Parigi, quando improvvisamente appare una bizzarra automobile d'epoca, carica di altrettanto bizzarri personaggi, i quali tra urla e schiamazzi lo invitano a salire con loro.
Gil, ignaro e divertito, sale con loro e una volta sceso, si ritrova proprio in quella Belle Epoque che ha sempre sognato, nei favolosi anni Venti. Viene trascinato ad una festa, ma non ad una qualunque festa, bensì a uno dei famosissimi ritrovi organizzati dai Fitzgerald, gli autentici Francis Scott Fitzgerald e la moglie Zelda! Gil non può credere ai propri occhi, rimane totalmente affascinato da quella stanza piena di persone dagli abiti scintillanti, di chiacchiericcio antico, e piena di musica.
Seduto al pianoforte, sorpresa, c'è proprio il famoso musicista Cole Porter a creare quell'atmosfera giocosa.
Ma le sorprese non finiscono, perchè Gil può tornare ogni notte a quelle riunioni bizzarre. Può così conoscere Ernest Hemingway, Gertrude Stein, alla quale affida il proprio romanzo per dei consigli; conosce Pablo Picasso, Henri Matisse, in un turbinio carico di sorpresa, incredulità. Intanto nella vita reale si allontana sempre più da Ines, che lo crede pazzo e strano.
Ma Gil non può fare a meno di quelle "passeggiate" notturne. Nella casa della Stein conosce Adriana, una ragazza che studia moda, amante di Picasso, e se ne innamora. La ragazza a sua volta inizia ad innamorarsi di Gil, al quale può parlare a cuore aperto dei propri sogni, come quello ti tornare a quella che lei considera l'epoca d'oro, ossia il 1800, anni di Degas, Monet, Toulouse-Lautrec...
Intanto Gil conosce pure Salvador Dalì, T.S. Eliot, e riceve consigli di vita e per il suo romanzo.
L'ultima sera decide di dichiararsi alla bella Adriana, e qui la scena è occupata da un dolce bacio e da una spensierata passeggiata sotto i lampioni di Paris. Vengono poi catapultati nella Belle Epoque del 1800, epoca amata da Adriana, che decide di restarsene lì, rinunciando al suo presente per un passato che ha sempre sognato.
Gil capisce che in ogni epoca le persone sono insoddisfatte e cercano consolazione in un passato sempre più remoto, di epoca in epoca. Ma il presente è il tempo di ognuno, e non ha senso inseguire un passato per sfuggire dalla propria insoddisfazione.
Lascia così Adriana nel 1800 e , tornato nel 2010, lascia Ines, decidendo di trasferirsi per sempre a Parigi.


lunedì 23 aprile 2012

In questo periodo particolare, mi rifugio spesso nei libri. Mi ci tuffo a capofitto, certa di trovare tutte le emozioni che voglio, e di cui ho bisogno. I libri mi chiamano, sussurrano parole allettanti, che risuonano come un'eco dalle pagine polverose, mi invitano a perdermi nei loro mondi. Mi permettono di conoscere il mondo, l'umanità, e tutti i sentimenti possibili.
Con i libri perdo la concezione del tempo, dello spazio, rapita in un mondo diverso, forse fittizio, ma che spesso mi salva da quello reale. Quando sto male nel mio mondo, corro tra l'inchiostro, per essere consolata, per sentirmi al sicuro, per emozionarmi e rimanere anche delusa.


       Un proverbio orientale dice che "un libro è un giardino che puoi custodire in tasca"...
 quanto è vero!
 C'è tutto il mondo al suo interno.
 Se penso a certi romanzi che ho letto, i ricordi delle emozioni che ho provato sono così vividi.
Uno di questi è "Il Conte di Montecristo", di un genio che adoro chiamato Dumas.
 E' un classico, ma è talmente attuale! Mentre lo leggevo provavo un'infinità di sentimenti, dall'angoscia, rabbia, delusione, fino alla gioia, amore, allegria, tensione! Un mondo in un cubo di carta e inchiostro!! Quanta magia possono possedere...
Coltiverò sempre questa passione, e curerò la mia piccola biblioteca con l'amore di un giardiniere geloso del proprio giardino!!

"Leggo per legittima difesa" Woody Allen

lunedì 16 aprile 2012

Colori, tessuti, polvere e immaginazione...

La pioggia di questi giorni mi ha resa un poco malinconica, e di una malinconica bellezza era pure la natura che ho ammirato, resa più verde e viva. Mi sono persa in un passato fatto di fantasia, odori, colori, sensazioni lontane da quelle di tutti i giorni, eppure bellissime e autentiche.
Sabato pomeriggio ho immerso il naso tra le stoffe e gli oggetti degli scorsi decenni, all'Arsenale Mercato Vintage di Verona, interessante iniziativa che viene organizzata ogni anno.


E' stato particolare camminare tra quelle bancarelle dal sapore "vecchio", ho respirato gli anni quaranta, cinquanta, sessanta... e così via, in un turbinio di abiti dalle fantasie particolari, sgargianti, addirittura eccentriche. Cappelli colorati, dalle falde larghe, oppure piccoli copricapo adorni di pizzi e fiori! Scarpe, foulard, borse, tutto riporava indietro! Quasi mi pareva di essere nel film "Vacanze Romane", con quell'icona di Audrey Hepburn, graziosa e carismatica, non ho potuto fare a meno di uscire da quel posto senza una stampa della locandina di "Breakfast at Tiffany's", che ora ha il suo degno posto sopra la mia scivania.
Particolare interesse hanno avuto per me i giornali di moda degli anni trenta e quaranta, con le copie ingiallite di Grazia e Vogue.. le modelle disegnate, con gli abiti dalle gonne ampie, cappellini, guanti, e tutti i consigli sulla moda dell'epoca.


Non mancavano libri, poster e stampe di tutti i personaggi che hanno creato la cultura di quegli anni, musicale, di moda, cinematografica...  Vespe colorate, oggetti per la casa dal design bizzarro, gioielli... insomma, un bazar del passato, completo di tutto, e mi sono divertita a immaginare come potesse essere la vita di una ragazza della mia età, in un mondo in cui la mentalità era ancora diversa da quella odierna, seppure in avvicinamento.
Esperienza con un voto molto positivo, che spero di ripetere in futuro...

Ma passo ora alla giornata di ieri, passata all'insegna della più sfrenata fantasia, dell'assurdo e grottesco anche.... ossia la mostra "Alice in Wonderland" al Mart di Rovereto.
Una mostra che esplora nell'arte, l'influenza che questa storia di Lewis Carroll ha avuto sugli artisti, in particolare fotografi e surrealisti.
Partendo dalla seconda metà dell'Ottocento, viaggiando tra le numerose edizioni del libro, originali e colorate, i giochi per bambini ispirati ad esso, come lanterne magiche, carte e bambole... passando poi alle ispirazioni che l'autore ha utilizzato per scrivere la storia di Alice... alle fotografie che lui faceva...
Mi sono persa in un mondo bizzarro, in cui il Tempo non è il padrone, ma viene manipolato a piacimento dai personaggi. Un mondo in cui capire chi si è veramente, attraverso il non-senso, l'assurdo; anche lo Spazio viene manipolato, perde la sua logicità e viene stravolto, capovolto, ingrandito o rimpicciolito come Alice quando mangia i biscotti che la fanno crescere.






Queste mostre sono state una boccata d'aria, un appiglio per difendermi da tutto ciò che non mi piace del mondo, da tutto ciò che mi soffoca. Se mi sento fuori luogo in un mondo che ti vuole in un certo modo, mi posso sempre rifugiare nella fantasia, lontana dalle critiche, dai giudizi, dai malumori altrui, dall'aridità dei sentimenti e dalla mancanza dei valori. E' per questo che amo profondamente l'arte, i libri, la musica... ci trovo tutto ciò che manca al quotidiano, ci pesco quel che serve alla mia vitalità, al mio amore per la vita, che non deve per forza essere come gli altri si aspettano, lineare e grigia... la voglio colorata, con tutti i sentimenti e le emozioni, anche quelli negativi certo, perchè anche quelli mi fanno sentire terribilmente viva, terribilmente innamorata della vita.


venerdì 13 aprile 2012

Voglio riportare una poesia bellissima di Madre Teresa di Calcutta, "Il giorno più bello", poesia che riesce a far sorridere, ed è quello che ci vuole in questa giornata piovosa...


Il giorno più bello? Oggi.
L'ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L'errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L'egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L'accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L'ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La cosa più bella del mondo? L'amore.

"Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com'è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è non sarebbe, e ciò che non è sarebbe!"
Alice nel Paese delle Meraviglie

Spesso il quotidiano sta stretto, opprime, e verrebbe voglia di fare le valige e partire verso nuova aria, nuovi colori, nuovi posti. La fretta di tutti i giorni ci fa impallidire, ci stanca e ci mette una sorta di paraocchi che impedisce di vedere tutto il bello che c'è nel mondo.
Nel mio mondo su misura, invece, il Tempo è un amico, che mi permette di assaporare ogni aspetto della Natura, con le gambe penzoloni sul tronco di un albero verde.

Non devo preoccuparmi di nulla, soltanto di sentirmi viva il più possibile, di fronte a un fiore appena spuntato, di fronte ai colori di un quadro a cui sono affezionata, un libro indimenticabile,  immersa nella vita fino alla punta dei capelli.


Le mie passioni possono scorrere libere in questo posto tutto mio... e se qualcuno vi capitasse per caso, che sia il benvenuto!!